CREED II – RECENSIONE (Spoiler)

Rocky contro Drago. Chi non ricorda quel film non può provare le stesse sensazioni in sala di chi l’ha visto. Ve li ritrovate faccia a faccia, dopo 33 anni, consunti dalla vita; troppo vecchi per il ring ci salgono sotto le spoglie dei loro allievi. Nonostante ciò i sentimenti e i pugni sono gli stessi che i due pugili scatenarono nel lontano incontro del 1985.

Creed II non è solo lo specchio di Rocky IV, non è solo il risveglio delle emozioni di quel film che rimescolate e rinfoltite tornano in campo. Adonis, il figlio di Apollo, è mosso dallo stesso desiderio di vendetta e di giustizia verso il padre che Balboa provò dopo la morte del suo migliore amico. Questa volta però c’è qualcosa di più: la presenza di una guida come quella di Rocky, il percorso di maturazione del pugile dopo la prima “sconfitta” e il consolidamento del legame tra Adonis e Rocky che è qualcosa di più di un semplice rapporto Pugile-Allenatore, è un ‘amicizia profonda legata dalla Boxe, non c’è Creed senza Balboa. Proprio questo è il nucleo della pellicola. Quando il ritorno di Drago incrina il rapporto tra i due, Creed perde e solo insieme al suo allenatore troverà la forza di indossare ancora i guantoni.

Si ripete, come nel primo capitolo, la fantastica interpretazione di Sylvester Stallone che ai tempi (2015) gli era valsa una nomination per la quale avrebbe meritato la statuetta. Impossibile non notare come il film si soffermi spesso sulla fragilità dello Stallone Italiano, come quando si addormenta mentre aspetta all’ospedale o non ha la forza di farsi aggiustare il lampione davanti casa. Anche il personaggio di Ivan Drago viene visto sotto una nuova luce, quella dello sconfitto che abbandonato dal suo Paese e dalla moglie vede nel figlio la possibilità di ritornare vincitore e solo all’ultimo, quando getta la spugna, capisce che non è quello di cui ha bisogno veramente.

Un bel film, ancor più per chi ha visto il quarto capitolo della saga di Rocky, che riesce a far emozionare, giocando tra presente e passato, nonostante ricalchi lo stile dei suoi predecessori.

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OSCAR NOMINATION 2019: BLACK PANTHER

Ieri sono state annunciate le candidature agli Oscar 2019, quella che ha fatto più scalpore e di cui si sta sentendo parlare nelle ultime ore è quella di Black Panther per la categoria del miglior film. Il film aveva giá ricevuto la candidatura nella stessa categoria ai Golden Globes. Black Panther è sicuramente uno dei migliori cinefumetti mai prodotti dalla Marvel anche se c’è ne sono stati di piú qualitativi in questi 10 anni di MCU. Vederlo candidati ad una statuetta così importante “fa un po’ strano” dato che di solito questi sono film facili che puntano a sbancare al botteghino. Forse questa pellicola avrebbe dovuto far parte della categoria miglior film popolare che doveva partire da quest’anno, poi rimandata agli anni a venire. Si sta forse avvertendo un calo di qualità nel valore del prestigioso premio americano? Ma quali sono stati i motivi che hanno portato l’Academy a preferire questo film ad altri sicuramente migliori come First Man o l’uomo che uccise don Chisciotte? Certamente ad aver avuto un grosso peso sono state le tematiche affrontate dal film: il concetto di lotta contro il razzismo, l’abbattimento delle barriere politiche tra gli Stati… Insomma tutti temi che possiamo riscontrare nella realtà contemporanea raccontati attraverso un cinefumetto. Sicuramente Black Panther non è un cattivo film semplicemente ci si chiede se è giusto negare una candidatura a chi l’avrebbe meritata solo per far posto ad un film di grande impatto sul pubblico che mette in risalto correnti di pensiero molto sentite.

Voi che ne pensate? Meritava o no questa candidatura? Scrivetelo qui sotto nei commenti.

AQUAMAN – LA RECENSIONE

Dopo i numerosi fallimenti e gli altrettanti numerosi cambi di rotta la DC comics ha ormai stabilito la destinazione dei suoi film. Quest’ultima è opposta a quella di partenza che era caratterizzata da film dai toni cupi come Batman v Superman che avevano visto il tracollo della DCEU e il trionfo della Marvel che grazie ai film da cinefumetto aveva ( e continua a farlo) conquistato il pubblico.

E cosí che in casa DC hanno pensato, giá con Wonder Woman, di cambiare strada e di produrre pellicole con uno sfondo meno grave e serio di quelle precedenti. Aquaman incarna il simbolo di questo cambiamento proponendo un film divertente, colorato, dai tratti Fantasy che si basa per di piú sul tema dell’eredità.Il tutto è affidato a James Wan ( re degli Horror). Il regista di Saw non cade nell’errore di voler dimostrare che Aquaman non sia un personaggio sottovalutato bensí ci scherza sopra, superando l’ostacolo. Inoltre non riesce a negarsi una scena di paura all’interno del film rendendola una dei momenti migliori di tutti i 143 min.

La trama, connotata da uno stile Fantasy, semplice ma “quasi” mai noiosa tratta vari temi che ancora per merito del regista, sono ben riassunti nelle due ore e venti di film. Lo scegliere tra la famiglia e il bene del proprio popolo, la ricerca di un’identità, il tema del viaggio, dell’unione apparentemente impossibile tra due mondi e tanti ( ripeto tanti) effetti speciali, quasi a voler creare un’atmosfera surreale, plasmano un prodotto discreto che riporta sui giusti binari il progetto DC.

Il personaggio meglio riuscito, Orm , si nasconde dietro ad una maschera, per quasi tutto il film, che si rompe alla fine della proiezione mostrando un figlio tradito e ferito da una grave perdita. Ben calibrato il rapporto tra i due protagonisti del film ( tranne in alcuni dialoghi e in alcune scene) attorno ai quali ruota la vicenda. Anche il resto dei personaggi seppur di minor qualità sembrano ben gestiti all’interno della trama e nessuno di essi la sovraccarica.

Il film che possiamo definire come il classico cinefumetto con una buona storia, divertente, sbruffone e dal tocco Fantasy merita un giudizio positivo.

Voto: 7

BOHEMIAN RAPSODY RECENSIONE

Bohemian rapsody è il film più visto del 2018 in Italia,  ha superato anche Infinity War.

Sul web e sulle riviste più importanti ho letto pareri molto discordanti. Nonostante la critica non abbia espresso un verdetto totalmente positivo, il film è piaciuto molto al pubblico, come dimostra anche il tomatometer del famoso sito di recensioni ( RottenTomatoes). Sicuramente Bohemian Rapsody è un film che trasmette molte emozioni, ancora più forti per chi conosce il gruppo e i loro dischi. Molti hanno lamentato le numerose incongruenze tra il film e la vera storia della band, secondo me sono state fondamentali per la buona riuscita del tutto che altrimenti sarebbe risultato inevitabilmente più monotono.

Il film affronta le tematiche più importanti che hanno caratterizzato la storia della band ma sopratutto la vita di Freddie che occupa il ruolo di maggiore rilievo nel film: l’omosessualità, il suo continuo “consumarsi” che lo porterà a contrarre la malattia, la diversità tra i membri del gruppo, il difficile rapporto tra Freddie e suo padre, il particolare legame con Mary. A fare da collante a tutto questo c’è l’incredibile MUSICA dei Queen che sembra sovrastare tutti i problemi e durante il LIVE AID anche la malattia passa in secondo piano lasciando l’attenzione ad una delle più grandi perfomance live di tutti i tempi.

Di grande impatto è la somiglianza degli attori con i veri membri della band; in particolare Rami Malek ci mostra una grande interpretazione di Freddie Mercury che culmina nella ricostruzione del concerto di Wembley nel quale riesce a dare la sensazione di vedere il vero Mercury sul palco, come se fossimo lì  nel 1985.

D’altra parte ci sono anche molti lati negativi come le già citate incongruenze che hanno scatenato le proteste dei fan più sfegatati, alcuni momenti morti, l’ aver trattato poco un argomento importante come quello della malattia e la sbagliata gestione del ruolo di Paul Prenter  che viene fatto apparire come il responsabile dello sbandamento del cantante.

Il film ha già ricevuto 2 candidature ai Golden Globe ma a farla da protagonista in fatto di riconoscimenti è l’attore protagonista Rami Malek che ha già ricevuto numerose candidature come miglior attore per diversi premi e non mi stupirei arrivasse anche quella all’oscar.

Bohemian Rapsody è un film che consiglio a tutti, sopratutto chi segue la band, in quanto gli spezzoni musicali e l’interpretazione di Rami sono molto emozionanti da vedere (mentre la vita di Freddie e alcune tematiche un po’ meno)

90 ANNI DI TOPOLINO

“Se puoi sognarlo, puoi farlo. Ricorda sempre che questa intera avventura è partita da un topolino.” Walt Disney

90 anni fa usciva oggi il corto animato che ha reso famoso il personaggio di topolino, senza dubbio il simbolo mondiale dell’animazione e dei fumetti.

Questa celebre frase è   perfetta per descrivere questi 90 anni con Mickey Mouse.  Da quel 18 novembre 1928 ha fatto talmente tanta strada da diventare molto di più dell’incredibile sogno di Walt Disney. Non ha più smesso di evolversi e tutti abbiamo buone ragioni per credere che non finirà mai di farlo. Durante gli anni ha cambiato aspetto, ma dentro è rimasto sempre lo stesso personaggio nato dalla magica matita Walt Disney che ha preso ispirazione da un piccolo topo domestico che ” gli faceva visita” agli Studios, mentre era a lavoro. Il suo creatore ha rischiato la bancarotta per lui. Quando gli altri lo incitavano ad abbandonare il suo personaggio dopo gli incredibili flop iniziali, è andato avanti  capendo quanto di magico aveva il suo topo e cosa poteva diventare. In Italia, solo 2 anni dopo, è nato il primo giornale a lui dedicato e sull’onda del successo americano non ha più smesso di uscire in edicola, come ha fatto pochi giorni fa, con un numero speciale da collezione.

 

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Sono bastati tre cerchi, quelli della testa e delle inconfondibili orecchie, per creare il mito che ha influenzato intere generazioni. Compagno di mille avventure, esempio di buona volontà  Topolino è oggi celebrato e omaggiato in tutto il mondo che rende ancora una volta grazie a Walt Disney per aver creato qualcosa che nessuno potrà mai ripetere.