SPECIALE INTERVISTA SILVIA ZICHE

Lei è una dei più importanti autori Disney attualmente in circolazione, dopo alcune esperienze con personaggi da lei creati  esordisce nell’universo Disney con il maestro Carpi. Conquista subito il cuore dei lettori grazie al suo stile inconfondibile nel disegno e nella sceneggiatura. nel 1996 pubblica uno dei più grandi successi del fumetto Disney: la Papernovela, miglior nome non poteva esserci per la storia più lunga mai pubblicata su una testata Disney ( ben 24 episodi). Intanto si muove anche  al di fuori di Topolino con i perosnaggi di Lucrezia e Alice e crea la serie CHE ARIA  TIRA A… che dal 2007 apre ogni numero di Topolino e ormai fa parte della rivista stessa, non è un bel topolino se non lo apri e trovi il ” benvenuto” di Silvia Ziche.

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Questa è solo una piccolissima parte di tutta la sua produzione che gli ha permesso di vincere molti premi importanti come quello di miglior giovane autrice nel 1997 a LUCCA o il Premio Papersera nel 2015.

Ora vi lascio all’intervista buona lettura

l tuo stile è sicuramente unico e inconfondibile, quali disegnatori lo hanno influenzato nel corso della tua carriera?

Giorgio Cavazzano e Albert Uderzo, all’inizio. Poi Claire Bretecher e gli autori di molte strisce, da Silver a Charles Schulz, a Bill Watterson.

 

Hai disegnato la Papernovela formata da ben 24 episodi, non hai avuto paura mentre la realizzavi che dopo un po’ i lettori si sarebbero annoiati?

No, non l’ho pensato, certe cose si affrontano con una certa incoscienza. Io mi stavo divertendo a scrivere e disegnare quella storia, ho immaginato che, se mi divertivo io, si sarebbe divertito anche il lettore.

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Hai sempre dedicato una particolare attenzione ai personaggi femminili dell’universo Disney ( e non solo) utilizzandoli da protagonisti in molte storie, come mai?

Ho solo cercato di rendere i personaggi femminili divertenti quanto quelli maschili, cercando di farli uscire un po’ da certi stereotipi in cui erano intrappolati.

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Personalmente ho sempre amato la tua saga a puntate ” Topolino e la rapina del millennio” dove hai cambiato il ruolo che Topolino ha solitamente contro Gambadilegno, cosa ne pensi di questa storia?

Ne ho un bel ricordo. E’ nata dal fatto che non sono un genio con la tecnologia, e ho immaginato come se la sarebbe potuta cavare Gambadilegno alle prese con una rapina tecnologica. E, dato per scontato che qualcosa gli sarebbe andato storto, ho immaginato che Trudy avrebbe fatto tutto il possibile per tirarlo fuori di prigione… anche convincere Topolino che Gamba era innocente, e farsi aiutare a liberarlo. Mi sembrava un buon intreccio, e mi ci sono buttata.

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Preferisci i paperi o i topi?

Paperi, sempre paperi.

 

Quando disegni ti diverti?

Tantissimo. Mi stupisco, perché dopo più di trent’anni che faccio questo lavoro, mi diverto ancora.

 

Secondo te è importante incontrare chi legge le tue storie, alle fiere o a particolari eventi?

Sì, è molto importante. Generalmente noi autori lavoriamo da soli, rischiamo di perdere il contatto con la realtà. Andare alle fiere e incontrare i lettori, mi fa capire che sto lavorando bene. Mi ricarica molto.

 

Hai realizzato moltissime storie quali sono quelle che hanno lasciato il segno nella tua carriera?

Sono affezionata a più d’una, ma quella che mi ha cambiato la vita è stata la Papernovela. Scrivendola, ho scoperto che mi potevo divertire davvero. E, da lì in poi, l’ho fatto sempre.

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Come hai creato il personaggio di Lucrezia e a chi è rivolto?

Lucrezia è una versione paradossale di me. Hai presente quando, in un momento di frustrazione, pensi: avrei dovuto fare questo, dire quest’altro… Ecco, lei lo fa. Non ha filtri. Mi aiuta a decodificare la realtà dei rapporti tra le persone. E’ rivolta un po’ a tutti. Alle donne, perché ci si riconoscono. Agli uomini, perché ci riconoscono le mogli, le fidanzate, le amiche, le sorelle. A tutti, perché magari aiuta a fare un po’ di autocritica.

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A cosa stai lavorando ultimamente?

A un libro che uscirà a ottobre per Feltrinelli. Al momento, per scaramanzia, non dico altro.

NOI DI COOKANDCOMICS RINGRAZIAMO ANCORA SILVIA PER AVERCI CONCESSO L’INTERVISTA

AL PROSSIMO POST

 

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