#CultInQuarantena – L’attimo Fuggente

Ben ritrovati alla nostra rubrica cinematografica sulla quarantena.

Il film di cui voglio parlare oggi è un cultissimo del 1989 portato al successo da una grandissima interpretazione di quel personaggio brillante ed estroverso che era Robin Williams.

Nonostante la trama sia apparentemente semplice, “un professore di liceo  arriva in un college dalle ristrette vedute e trasmette ai suoi ragazzi, tramite la letteratura, un nuovo modo di pensare e di vivere la vita”, cerca di comunicare un significato profondo. L’anticonformismo diffuso dal professore ai suoi alunni, il concetto di agire in libertà, di cogliere l’attimo sbagliato o giusto che sia, va a scontrarsi con la mentalità chiusa e rigida del college come un treno farebbe contro un muro di mattoni. Non è la classica storia del ragazzo che si ribella ai genitori e alla scuola per inseguire i propri sogni. L’attimo fuggente vuole esprimere molto di più che questo banale concetto. Vuole essere un manifesto alla libertà, al già citato anticonformismo e al potere di credere in un’ideale. I ragazzi apprendono questi valori tramite le citazioni letterarie e le originali lezioni del professor Keating che non insegna ai ragazzi la letteratura, ma “a pensare di testa propria” grazie ad essa. La pellicola vanta inoltre una interpretazione degli attori e una messinscena eccelsa. La fotografia che gioca con i malinconici colori autunnali lascia presagire che qualcosa andrà storto, che il muro di mattoni crollerà e il treno uscirà dalle rotaie. Il film finirà in  tragedia. Tragedia che si realizzerà in una scena mistica, quasi fantasy, enfatizzata da una regia magistrale che porterà la tensione alle stelle. Il finale, tra i più acclamati della storia del cinema, riflette il significato di tutto film. I ragazzi si ribellano ancora una volta per quello che credono giusto, per il loro professore. ” O Capitano, mio Capitano” diceva il vecchio zio Walt.

Voi che ne pensate? scrivetelo nei commenti.

#CultInQuarantena – Le Iene

La quarantena continua e così anche questa rubrica.

Grande regista. Grande opera prima. Non è la prima volta che grandi registi sfornino cult di questo calibro alla loro prima performance. Basti pensare a Orson Welles e al suo Quarto Potere che ha cambiato la storia del cinema. Anche Tarantino risponde al paradigma del grande esordio e lo fa alla grande con “Le Iene”.

8 uomini, di cui non conosciamo i veri nomi, compiono una rapina, ma qualcosa va storto. Una volta al sicuro i rimasti cominceranno a sospettare che ci sia una talpa tra loro…

Tarantino, in questa sua opera prima, delinea fin da subito quelle caratteristiche che renderanno inconfondibile ogni suo film, per le quali sarà tanto amato quanto odiato dal pubblico di tutto il mondo. A cominciare dai dialoghi assurdi e completamente fuori posto grazie ai quali, tramite varie chiavi di lettura, riesce a conquistare una vasta gamma di pubblico, da quello più autoriale e ricercato a quello meno esigente. Uno di questi si trova proprio nella scena d’apertura. La cosa innaturale è che i personaggi stiano parlando animatamente e con piacevole leggerezza di una canzone di Madonna prima della rapina. L’abilità Tarantino sta proprio nel trasformare questa ” innaturalezza” in qualcosa di ordinario, indispensabile per le sue pellicole. Il regista di Los Angeles confeziona così un gran film, reinventando il Noir anni 70′ in aggiunta alla particolare caratterizzazione dei personaggi tipica dei suoi film. La genialità del film sta, oltre che nella messa in scena e nei dialoghi, nella scelta di non mostrare la rapina e di raccontare il background di ciascun personaggio mediante continui flashback, che stanno alla base dell’intera narrazione. Sempre presenti le scene di violenza ad alta tensione, attenuate da flashback e dialoghi infiniti apparentemente fuori contesto.

Da ricordare lo scarso budget nelle mani di Tarantino che lo ha spinto ad attingere ancor di più dalla sua irrefrenabile maestria e creatività cinematografica.

Sicuramente un Cult da non pedere che vi consigliamo vivamente, scriveteci cosa ne pensate nei commenti.

 

 

1917 – RECENSIONE spoiler

Prendi una regia spettacolare interamente in piano sequenza, un grande cast corale guidato da due grandi interpretazioni, una fotografia pazzesca, un trama forse banale ma ben escogitata e ottieni il film dell’anno. Tecnicamente parlando, questo film è qualcosa di nuovo, una pellicola che sperimenta e lo fa bene.

1917 è la storia di due giovani soldati a cui viene assegnata un’importante quanto pericolosa missione: quella di consegnare un messaggio che salverà 1600 uomini da una morte certa.

Lo spettatore si ritrova nella condizione di terzo soldato silenzioso della vicenda che vive l’orrore e l’eroismo della guerra assieme ai due compagni, legati sin da subito da una forte amicizia. La regia riflette subito il significato primario del film, descritto anche nel sottotitolo della pellicola. “Il vero nemico è il tempo”. La scelta del piano sequenza ( senza tagli, senza interruzioni) è perfetta per descrivere l’inesorabilità del tempo che passa, così come l’inesorabilità della guerra. Questo va a collegarsi con l’altro aspetto che Sam Mendes decide di mettere in risalto: la precarietà della vita e della condizione dei commilitoni. In particolare, in merito a questo tema, è molto esplicativa la scena, che attendiamo per tutto il film, in un abile crescendo di tensione, dell’incontro tra Schofield e il colonnello Mackenzie. Dello stesso significato è la parte della morte di Blake, il suo compagno è infatti costretto ad assistere impotente alla sua fine.

La pellicola è anche costellata di moltissime scene memorabili, piene di significato simbolico e tecnicamente grandiose. La migliore è senza dubbio quella del fiume. Il protagonista sta infatti per cedere, per lasciarsi andare ed ha la forza di rialzarsi solo dopo aver visto galleggiare nell’acqua dei fiori che gli ricordano l’amico deceduto e la sua missione. Subito dopo il regista ci immerge in un silenzio irreale, spezzato solo da una canzone in sottofondo, trattasi di  “Wayfaring Stranger”, che parla di un viandante che deve allegoricamente attraversare il  fiume Giordano per ricongiungersi ai suoi cari.

1917 è un grande film, in cui lo spettacolare lato tecnico ( lo so abbiamo già detto, ma non smetteremo mai di ripeterlo XD) non è fine a stesso, ma mette in forte risalto una storia ben orchestrata, corposa simbolicamente e molto toccante.

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SPIDERMAN FAR FROM HOME TRAILER- COMMENTO

Da poche ore è uscito il secondo trailer del sequel di Spiderman che arriverà nelle sale ad inizio Luglio. Ne andiamo a parlare qui sul sito perchè ha veramente cambiato le carte in tavola rispetto al primo trailer che invece mostrava poche immagini, tutte scollegate tra loro. In questo nuovo video vengono invece mostrate le tematiche che il film affronterà e la prima cosa che balza all’occhio è sicuramente il fortissimo legame con Endgame. La prima parte del trailer infatti si focalizza sulla pesante eredità che l’uomo di ferro ha lasciato sulle spalle di uno Spiderman non ancora maturo che viene chiamato a fare la parte del protagonista, a smettere di essere un amichevole Spiderman di quartiere. La minaccia che l’uomo ragno dovrà affrontare approfondisce il tema del Multiverso introdotto in Endgame e quello che vedremo in questa pellicola saranno le conseguenze della battaglia vista in quest’ultimo. Ma i colpi di scena non sono finiti; ( ed è forse questo il lato negativo del trailer: racconta troppo) fa la sua entrata in scena un nuovo personaggio, proveniente da una dimensione generata dallo schiocco di dita: Mysterio interpretato da Jake Gyllenhaal. Lo conosceranno soprattutto gli appassionati delle avventure a fumetti dell’uomo ragno, Mysterio è un Villain maestro dell’illusionismo e fa parte dei Sinistri Sei. Ora, senza approfondire le origini del personaggio, possiamo notare che nel film viene presentato da Nick Fury come un eroe in cerca di aiuto, ma molto probabilmente avrà un ruolo ben più ingarbugliato nel film e non mi sorprenderei dovesse essere protagonista di uno sconvolgimento finale dell’intera narrazione. Il trailer è sempre condito con le classiche battute dai toni Marvel che si contrappongono alle scene in cui Peter pensa a Tony Stark.

Un bel trailer che forse racconta troppo ma che certamente è riuscito a creare un bel po’ di aspettative in più intorno alla pellicola.

AVENGERS ENDGAME: LA FINE DEI CINECOMICS?

E’ scoccata la settimana finale per il film più atteso dell’anno e Internet è già da tempo ricolmo di ipotesi, teorie, analisi e chi ne ha più ne metta. Per questo motivo noi di Cookandcomics abbiamo deciso di scrivere un articolo un po’ diverso, infatti non parleremo del film bensì dell’effetto che avrà su un settore cinematogafico ormai tra i più ricchi del mondo: Quello dei Cinecomics.

Il CEO della Disney ha  affermato di star discutendo migliaia di personaggi e  di voler andare avanti all’infinito con il progetto Marvel o almeno fin quando il Botteghino ripagherà a dovere  i film prodotti. Non si può negare che l’abbia fatto, almeno in questi 11 anni dall’uscita di Iron Man, ma adesso che quel ciclo sta per chiudersi non si è più tanto sicuri che il successo continui. Innanzitutto la Marvel ha già utilizzato tutti i personaggi più celebri e famosi della sua storia per mettere in piedi il grandioso MCU. Questo porterà la  casa editrice a fare una scelta: usufruire di nuovi personaggi meno famosi, ricominciare da capo o continuare a produrre film sugli stessi, attingendo da filoni narrativi diversi. Utilizzare nuovi soggetti è sicuramente più conveniente che  produrre  sequel perchè permette di sfruttare nuovi filoni narrativi senza incorrere nel “già visto” e di conseguenza  avere maggiori probabilità di guadagno; ma c’è il grosso rischio che l’interesse del pubblico possa calare nei confronti di film ricavati dai fumetti meno conosciuti di casa Marvel. Questo non avverrà subito dopo Endgame, l’eredità lasciata dal primo ciclo non si dileguerà subito bensì, credo, si affievolirà lentamente finchè tra qualche anno i Cinecomics torneranno ad essere un settore di nicchia quali erano fino a circa 15 anni fa. Non possiamo sapere se questa pellicola decreterà la fine dell’universo cinematografico più grande mai creato ma possiamo essere sicuri che la Marvel ci riserverà un finale spettacolare.