90 ANNI DI TOPOLINO

“Se puoi sognarlo, puoi farlo. Ricorda sempre che questa intera avventura è partita da un topolino.” Walt Disney

90 anni fa usciva oggi il corto animato che ha reso famoso il personaggio di topolino, senza dubbio il simbolo mondiale dell’animazione e dei fumetti.

Questa celebre frase è   perfetta per descrivere questi 90 anni con Mickey Mouse.  Da quel 18 novembre 1928 ha fatto talmente tanta strada da diventare molto di più dell’incredibile sogno di Walt Disney. Non ha più smesso di evolversi e tutti abbiamo buone ragioni per credere che non finirà mai di farlo. Durante gli anni ha cambiato aspetto, ma dentro è rimasto sempre lo stesso personaggio nato dalla magica matita Walt Disney che ha preso ispirazione da un piccolo topo domestico che ” gli faceva visita” agli Studios, mentre era a lavoro. Il suo creatore ha rischiato la bancarotta per lui. Quando gli altri lo incitavano ad abbandonare il suo personaggio dopo gli incredibili flop iniziali, è andato avanti  capendo quanto di magico aveva il suo topo e cosa poteva diventare. In Italia, solo 2 anni dopo, è nato il primo giornale a lui dedicato e sull’onda del successo americano non ha più smesso di uscire in edicola, come ha fatto pochi giorni fa, con un numero speciale da collezione.

 

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Sono bastati tre cerchi, quelli della testa e delle inconfondibili orecchie, per creare il mito che ha influenzato intere generazioni. Compagno di mille avventure, esempio di buona volontà  Topolino è oggi celebrato e omaggiato in tutto il mondo che rende ancora una volta grazie a Walt Disney per aver creato qualcosa che nessuno potrà mai ripetere.

 

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SPECIALE INTERVISTA SILVIA ZICHE

Lei è una dei più importanti autori Disney attualmente in circolazione, dopo alcune esperienze con personaggi da lei creati  esordisce nell’universo Disney con il maestro Carpi. Conquista subito il cuore dei lettori grazie al suo stile inconfondibile nel disegno e nella sceneggiatura. nel 1996 pubblica uno dei più grandi successi del fumetto Disney: la Papernovela, miglior nome non poteva esserci per la storia più lunga mai pubblicata su una testata Disney ( ben 24 episodi). Intanto si muove anche  al di fuori di Topolino con i perosnaggi di Lucrezia e Alice e crea la serie CHE ARIA  TIRA A… che dal 2007 apre ogni numero di Topolino e ormai fa parte della rivista stessa, non è un bel topolino se non lo apri e trovi il ” benvenuto” di Silvia Ziche.

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Questa è solo una piccolissima parte di tutta la sua produzione che gli ha permesso di vincere molti premi importanti come quello di miglior giovane autrice nel 1997 a LUCCA o il Premio Papersera nel 2015.

Ora vi lascio all’intervista buona lettura

l tuo stile è sicuramente unico e inconfondibile, quali disegnatori lo hanno influenzato nel corso della tua carriera?

Giorgio Cavazzano e Albert Uderzo, all’inizio. Poi Claire Bretecher e gli autori di molte strisce, da Silver a Charles Schulz, a Bill Watterson.

 

Hai disegnato la Papernovela formata da ben 24 episodi, non hai avuto paura mentre la realizzavi che dopo un po’ i lettori si sarebbero annoiati?

No, non l’ho pensato, certe cose si affrontano con una certa incoscienza. Io mi stavo divertendo a scrivere e disegnare quella storia, ho immaginato che, se mi divertivo io, si sarebbe divertito anche il lettore.

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Hai sempre dedicato una particolare attenzione ai personaggi femminili dell’universo Disney ( e non solo) utilizzandoli da protagonisti in molte storie, come mai?

Ho solo cercato di rendere i personaggi femminili divertenti quanto quelli maschili, cercando di farli uscire un po’ da certi stereotipi in cui erano intrappolati.

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Personalmente ho sempre amato la tua saga a puntate ” Topolino e la rapina del millennio” dove hai cambiato il ruolo che Topolino ha solitamente contro Gambadilegno, cosa ne pensi di questa storia?

Ne ho un bel ricordo. E’ nata dal fatto che non sono un genio con la tecnologia, e ho immaginato come se la sarebbe potuta cavare Gambadilegno alle prese con una rapina tecnologica. E, dato per scontato che qualcosa gli sarebbe andato storto, ho immaginato che Trudy avrebbe fatto tutto il possibile per tirarlo fuori di prigione… anche convincere Topolino che Gamba era innocente, e farsi aiutare a liberarlo. Mi sembrava un buon intreccio, e mi ci sono buttata.

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Preferisci i paperi o i topi?

Paperi, sempre paperi.

 

Quando disegni ti diverti?

Tantissimo. Mi stupisco, perché dopo più di trent’anni che faccio questo lavoro, mi diverto ancora.

 

Secondo te è importante incontrare chi legge le tue storie, alle fiere o a particolari eventi?

Sì, è molto importante. Generalmente noi autori lavoriamo da soli, rischiamo di perdere il contatto con la realtà. Andare alle fiere e incontrare i lettori, mi fa capire che sto lavorando bene. Mi ricarica molto.

 

Hai realizzato moltissime storie quali sono quelle che hanno lasciato il segno nella tua carriera?

Sono affezionata a più d’una, ma quella che mi ha cambiato la vita è stata la Papernovela. Scrivendola, ho scoperto che mi potevo divertire davvero. E, da lì in poi, l’ho fatto sempre.

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Come hai creato il personaggio di Lucrezia e a chi è rivolto?

Lucrezia è una versione paradossale di me. Hai presente quando, in un momento di frustrazione, pensi: avrei dovuto fare questo, dire quest’altro… Ecco, lei lo fa. Non ha filtri. Mi aiuta a decodificare la realtà dei rapporti tra le persone. E’ rivolta un po’ a tutti. Alle donne, perché ci si riconoscono. Agli uomini, perché ci riconoscono le mogli, le fidanzate, le amiche, le sorelle. A tutti, perché magari aiuta a fare un po’ di autocritica.

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A cosa stai lavorando ultimamente?

A un libro che uscirà a ottobre per Feltrinelli. Al momento, per scaramanzia, non dico altro.

NOI DI COOKANDCOMICS RINGRAZIAMO ANCORA SILVIA PER AVERCI CONCESSO L’INTERVISTA

AL PROSSIMO POST

 

AUGURI PAPERINO: BUON COMPLEANNO ADRENALINICO

Era il lontano 16 Settembre 1934 quando Paperino fece la sua prima comparsa in un fumetto e fu lo stesso anno della sua prima sul teleschermo. Da allora sono passati 84 anni. 84 anni di avventure, di storie, di sfortuna e di grandi successi.  Sembra vecchio ma solo nei numeri perché il papero più famoso della storia è in costante aggiornamento al passo coi tempi.  Quando pensi ad una vignetta, Paperino è uno dei primi personaggi che ti saltano in mente perché è  un’icona del fumetto internazionale.

 

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la prima apparizione di Paperino

 

il TOPOLINO 3263 dedica tutte e 6 le storie al festeggiato e supera tutte le aspettative con vignette di alta qualità. Partiamo con l’unica nota negativa: la storia di Roberta Migheli dedicata ahimè a PP8. Secondo me è la disegnatrice Disney più scadente che si sia mai vista, il disegno non è per nulla adatto ai fumetti, ogni vignetta sembra stare a sé senza collegarsi alle altre, con personaggi statici sempre disegnati con le stesse pose e le stesse espressioni del viso. La storia non è neanche male ma il disegno trascina tutto nell’abisso…

 

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la copertina del topo3263

 

Per il resto tutto alla grande: una compilation di 5 storie che culminano nell’ultima  , la punta di diamante del numero, la storia di Enna-Perina. Sceneggiatura buona con una storia piena di significato sul giorno del compleanno su quello che veramente serve per essere “ricordato”. Sui disegni c’è poco da dire, lo stile di Alessandro è uno dei migliori da ormai molto tempo, quando impugna la matita  ogni tavola sembra una copertina.

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Bellissima anche la storia di Faraci-Mottura anche se stavolta i meriti vanno soprattutto allo sceneggiatore che con grande abilità ci fa immergere nella storia come se anche noi fossimo vittime dell’illusione di Amelia e tiriamo un sospiro di sollievo quando all’ultimo minuto Paperone torna quello vero.

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AUGURI AL PAPERO PIU’  (S)FORTUNATO DEL MONDO

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WOM DELUDE ANCORA!

Dopo una partenza da Formula Uno Topolino ha cominciato a calare con la pessima per non dire forzata storia di Doubleduck. Se avevo considerato il Reboot una possibile via di uscita per la rinascita, mi sbagliavo di grosso, dato che sembra una via senza ritorno. Tutto troppo alleggerito e ridicolo rispetto al Vero Doubleduck con serie storie da Veri agenti segreti e quel pizzico di umorismo alla PK. Il viaggio nella rete informatica non sembra avere una spiegazione razionale, il villain della storia ha un motivo talmente futile dietro il suo piano che i suoi agenti lo abbandonano abbassando quindi la qualità della caratterizzazione del personaggio che fino ad allora era stata sufficiente.

Ma un calo è normale soprattutto dopo una serie positiva di storie che però non accenna a riprendere; a mettere un secondo punto su questa striscia negativa ci vanno i WOM ormai completamente snaturati da Lemuria. Già quella storia era stata considerata una delle più scarse della saga seppur di buon livello, quelle che sono invece uscite dopo hanno rovinato uno degli universi Disney più belli pubblicati su questa testata.

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Non sembra esserci una trama sotto questo ultimo racconto a puntate, mentre si legge sembra di procedere a caso e si crea un vuoto che in realtà dovrebbe essere riempito dalla curiosità di andare avanti da parte del lettore. Il paragone che fa PAPERSERA.NET è perfetto:”E’ tutto lì, pronto, basta mischiare un po’ gli ingredienti ed è pronta una “nuova” avventura.” WOM sembra essere portato avanti dalla redazione di Topolino solo perché prima ha fatto successo, lo stesso discorso vale per Doubleduck. Invece devono continuare sulla strada intrapresa dal RESTYLING: nuove idee, storie fresche e leggere con un equilibrato mix di autori esperti e di esordienti.

VOI CHE NE PENSATE?

Cookandcomics

#FOCUS DUCKTALES LA NUOVA SERIE

Ringraziamo Pierfranci che ci ha suggerito l’articolo.

Sono passati 30 anni da quando la Disney ha cercato ( e c’è riusicita abbastanza bene) di riportare  le storie del padre dei paperi Carl Barks sul piccolo schermo.  Ma si, ve li ricorderete sicuramente, paperino si arruola in marina e i nipotini vanno a vivere con lo zio Paperone  che li porta in giro per il mondo in cerca di tesori e di grandi avventure. Misteri, rivalità, i classici nemici come Cuordipietra, Amelia, i bassotti e avvemture a non finire sono i fulcri attorno ai quali gira la serie e caspita, gira bene.

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Fare il reboot di una serie che ha avuto successo non è facile, si rischia di incappare in storie già viste e personaggi ormai trapassati. Be non è questo il caso.

La nuova serie di Ducktales non è affatto male, il sistema dei personaggi ha fatto un bell’aggiornamento trentennale  che era necessario anche perchè a riproporre le stesse cose non si riesce mai a fare come la prima volta. Troviamo un paperone più burbero e chiuso di quello originale, un po’ più alla Barks possiamo dire. I tre fratelli hanno perso l’aria innocente delle giovani marmotte, hanno alzato i ciuffi e hanno assunto un atteggiamento più provocante, più da 2018. Paperino è molto più presente rispetto a prima e questo sinceramente fa storcere un po’ il naso ( anche a me) per chi ha visto la serie precedente. Certo,i personaggi sono caricati troppo sotto certi aspetti ma i rapporti tra essi sono ben curati.  Anche se la serie ha perso quel pizzico di mistero e avventura alla Indiana Jones, per intenderci, non perde assolutamente come trama e storia.

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L’animazione ha un buon livello livello, qualità grafica alta e disegni moderni freschi e leggeri da guardare; come molti cartoni animati di oggi.

Un altro elemento importante che apprezzo molto è che questo reboot si avvicina molto di più ai fumetti  del maestro dei Papaeri ( almeno con questo inizio) ed è una cosa che la serie originale non era riuscita a fare. Non mancano inoltre gli omaggi ai disegni di Carl Barks e  al Ducktales originale.

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Siamo giunti alla fine del post e posso concludere dicendo che questa serie mi ha convinto… ovvio non è a grandi livelli ma neanche bassi e secondo me va guardata con un certo distacco dalla serie precedente che comunque rimane ( penso per tutti quelli che l’hanno vista) LA MIGLIORE.