AQUAMAN – LA RECENSIONE

Dopo i numerosi fallimenti e gli altrettanti numerosi cambi di rotta la DC comics ha ormai stabilito la destinazione dei suoi film. Quest’ultima è opposta a quella di partenza che era caratterizzata da film dai toni cupi come Batman v Superman che avevano visto il tracollo della DCEU e il trionfo della Marvel che grazie ai film da cinefumetto aveva ( e continua a farlo) conquistato il pubblico.

E cosí che in casa DC hanno pensato, giá con Wonder Woman, di cambiare strada e di produrre pellicole con uno sfondo meno grave e serio di quelle precedenti. Aquaman incarna il simbolo di questo cambiamento proponendo un film divertente, colorato, dai tratti Fantasy che si basa per di piú sul tema dell’eredità.Il tutto è affidato a James Wan ( re degli Horror). Il regista di Saw non cade nell’errore di voler dimostrare che Aquaman non sia un personaggio sottovalutato bensí ci scherza sopra, superando l’ostacolo. Inoltre non riesce a negarsi una scena di paura all’interno del film rendendola una dei momenti migliori di tutti i 143 min.

La trama, connotata da uno stile Fantasy, semplice ma “quasi” mai noiosa tratta vari temi che ancora per merito del regista, sono ben riassunti nelle due ore e venti di film. Lo scegliere tra la famiglia e il bene del proprio popolo, la ricerca di un’identità, il tema del viaggio, dell’unione apparentemente impossibile tra due mondi e tanti ( ripeto tanti) effetti speciali, quasi a voler creare un’atmosfera surreale, plasmano un prodotto discreto che riporta sui giusti binari il progetto DC.

Il personaggio meglio riuscito, Orm , si nasconde dietro ad una maschera, per quasi tutto il film, che si rompe alla fine della proiezione mostrando un figlio tradito e ferito da una grave perdita. Ben calibrato il rapporto tra i due protagonisti del film ( tranne in alcuni dialoghi e in alcune scene) attorno ai quali ruota la vicenda. Anche il resto dei personaggi seppur di minor qualità sembrano ben gestiti all’interno della trama e nessuno di essi la sovraccarica.

Il film che possiamo definire come il classico cinefumetto con una buona storia, divertente, sbruffone e dal tocco Fantasy merita un giudizio positivo.

Voto: 7

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BOHEMIAN RAPSODY RECENSIONE

Bohemian rapsody è il film più visto del 2018 in Italia,  ha superato anche Infinity War.

Sul web e sulle riviste più importanti ho letto pareri molto discordanti. Nonostante la critica non abbia espresso un verdetto totalmente positivo, il film è piaciuto molto al pubblico, come dimostra anche il tomatometer del famoso sito di recensioni ( RottenTomatoes). Sicuramente Bohemian Rapsody è un film che trasmette molte emozioni, ancora più forti per chi conosce il gruppo e i loro dischi. Molti hanno lamentato le numerose incongruenze tra il film e la vera storia della band, secondo me sono state fondamentali per la buona riuscita del tutto che altrimenti sarebbe risultato inevitabilmente più monotono.

Il film affronta le tematiche più importanti che hanno caratterizzato la storia della band ma sopratutto la vita di Freddie che occupa il ruolo di maggiore rilievo nel film: l’omosessualità, il suo continuo “consumarsi” che lo porterà a contrarre la malattia, la diversità tra i membri del gruppo, il difficile rapporto tra Freddie e suo padre, il particolare legame con Mary. A fare da collante a tutto questo c’è l’incredibile MUSICA dei Queen che sembra sovrastare tutti i problemi e durante il LIVE AID anche la malattia passa in secondo piano lasciando l’attenzione ad una delle più grandi perfomance live di tutti i tempi.

Di grande impatto è la somiglianza degli attori con i veri membri della band; in particolare Rami Malek ci mostra una grande interpretazione di Freddie Mercury che culmina nella ricostruzione del concerto di Wembley nel quale riesce a dare la sensazione di vedere il vero Mercury sul palco, come se fossimo lì  nel 1985.

D’altra parte ci sono anche molti lati negativi come le già citate incongruenze che hanno scatenato le proteste dei fan più sfegatati, alcuni momenti morti, l’ aver trattato poco un argomento importante come quello della malattia e la sbagliata gestione del ruolo di Paul Prenter  che viene fatto apparire come il responsabile dello sbandamento del cantante.

Il film ha già ricevuto 2 candidature ai Golden Globe ma a farla da protagonista in fatto di riconoscimenti è l’attore protagonista Rami Malek che ha già ricevuto numerose candidature come miglior attore per diversi premi e non mi stupirei arrivasse anche quella all’oscar.

Bohemian Rapsody è un film che consiglio a tutti, sopratutto chi segue la band, in quanto gli spezzoni musicali e l’interpretazione di Rami sono molto emozionanti da vedere (mentre la vita di Freddie e alcune tematiche un po’ meno)

MEDIATECA OSCAR (animazione)

Eccoci cari amici di cookandcomics  per la prima edizione dei MEDIATECA OSCAR dove andremo a premiare 2 film: MEDIATECA OSCAR come miglior film d’animazione

MEDIATECA OSCAR come film d’animazione più divertente

 

Perché si sa, l’animazione, i cartoni, anche se dopo hanno preso anche altre strade, sono nati per far ridere e farci divertire. Quest’anno è stato un anno prolifico per i film d’animazione infatti sono stati sfornati molti capolavori made in Dreamworks e Disney Pixar. Per citarne qualcuno: la chiusura in grande stile di Cars 3 che ha riportato sui binari la trama della trilogia elevando la qualità sia della storia sia dal punto di vista della grafica; Uscito il 22 dicembre 2016 e quindi da considerarsi valido per il 2017 Oceania è un’altra meraviglia Disney, strutturata in vecchio stile, ma… il vecchio stilw funziona e anche molto bene, la trama scorre fluida e piacevole tra le onde del mare di Oceania che si rivela un ottimo film; Il mitico Baby Boss dalla trama un po’ traballante ma divertente e con piacevoli colpi di scena; Capitan Mutanda, sempre della Dreamworks e Coco e Sing dove la musica diventa protagonista…

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Abbiamo deciso scegliere come MEDIATECA OSCAR per miglior film d’animazione proprio COCO.  Un film, a detta degli esperti, al livello del onnipotente TOY STORY 3 il miglior film in casa PIXAR. Il dia de los muertos è una festività importante in Messico, il ricordo dei defunti è il fulcro del film che inizia sul ritmo allegro delle note e termina con un finale struggente, fantastico e perfetto, possiamo dirlo. La musica e un livello di interpretazioni dei brani così alto che in un film d’animazione non si era mai visto si intrecciano con la trama legata al sogno di Miguel, diventare un  musicista nonostante la sua famiglia odi la musica e al tema della famiglia importante tanto quanto quello della musica. Le mie parole (da appassionato di fumetti) non sono abbastanza per descrivere questo film che consiglio a tutti di vedere.

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Invece abbiamo deciso come MEDIATECA OSCAR per film d’animazione più divertente l’incredibile CAPITAN MUTANDA. Fa ridere, tanto e sempre, anche dopo averlo rivisto ben 2 volte, le sequenze sono tanto semplici quanto esilaranti. Classica trama da fumetto che scorre fluida e tranquilla tra una risata e l’altra. Ma soprattutto CAPITAN MUTANDA fa ridere perché il tema principale è essa stessa la risata. Dalla fortunata serie di libri è nato questo piccolo capolavoro. Due ragazzini delle elementari sono insperabili, sempre insieme a creare fumetti sul loro personaggio Capitan Mutanda, continuamente tallonati dal preside Grugno tutto cambia quando il fumetto diventa realtà… La risata  come forma di resistenza è un tema molto forte che si adatta ovviamente anche ai più piccoli. La comicità del film, gioioso e irriverente ( a detta di mymovies.it) , non è mai demenziale e si presenta sotto forma delle varie tecniche di animazione, insomma un film da andare a vedere che merita il MEDIATECA OSCAR perché ” Che sia da monito per i malfattori di ogni landa, mai sottovalutare il potere della mutanda”.

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Con questa frase chiudiamo

ciao da cookandcomics

 

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno

Oggi ci è capitato per le mani il dvd, si esistono ancora, di un film stupendo del 1991 “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno” (Fried Green Tomatoes) , e allora cosa potevamo fare se non guardarlo? Ed eccoci catapultati nel magico mondo di Idgie Threadgoode interpretata da Mary Stuart Masterson. La storia ruota attorno alla vita di diversi personaggi degli anni trenta abitanti dell’Alabama negli Stati Uniti d’America,  non mancano suspance, amore, amicizia e persino un omicidio! Ma quello che ci piace di più sono i sentimenti che questo film ci ispira fin dal primo fotogramma. Protagonista di tutto il film è l’amicizia profonda tra le due protagoniste Idgie e Ruth (interpretata dalla fantastica Mary-Louise Parker).  Un’altra cosa che ci piace tanto è il cast a dir poco stellare di questo fim, infatti oltre a Mary Stuart Masterson e a Mary-Louise Parker le altre interpreti di questo film sono Jessica Tandy ,che interpreta Ninny Threadgoode,(Premio Oscar per A spasso con Daisy) e  Kathy Bates, che interpreta Evelyn Couch, (Premio Oscar per Misery non deve morire)!

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Evelyn Couch e suo marito Ed si recano in una casa di riposo dove alloggia la zia dell’uomo, qui viene adocchiata da un’anziana ospite della struttura, Ninny, che intavola con lei una conversazione.

Ninny inizia così a raccontarle una storia avvenuta molti anni prima: la storia di amicizia di due giovani donne anticonformiste, Idgie e Ruth, che nel cuore del sud degli Stati Uniti degli anni trenta, ebbero il coraggio di ribellarsi alla prepotenza maschile e al razzismo dilagante. Ninny racconta a Evelyn del Whistle Stop Café, gestito dalle due donne, e dall’amore che lega Idgie e Ruth fino alla fine.

Con questo racconto le emozioni e gli stati d’animo che affollano la vecchia signora riescono a entrare nella vita di Evelyn, che rinascerà e riscoprirà il piacere di sentirsi viva e di aggiustare ciò che nella sua vita non va come lei vorrebbe.

CURIOSITA’

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop è un romanzo di Fannie Flagg del 1987.

Best seller internazionale, pubblicato per la prima volta in Inghilterra dalla casa editrice Random House, da cui è stato tratto il film del 1991 Pomodori verdi fritti alla fermata del treno.